mag 29

Purtroppo oggi il vento è cambiato.
Abbiamo perso e la sconfitta brucia soprattuto per la dimensione: CDL 61,5% – Tambalo 36,24%
Premetto che le liste che appoggiavano Claudio Tambalo sono VERE liste civiche.
La Coccinella è nata nel ‘94 dopo tangentopoli e quando c’era ancora la speranza in un rinnovamento dei partiti e della politica; al nostro interno ci sono elementi che provengono da sinistra e da destra e che si impegnano a livello comunale per il solo bene della nostra comunità senza farsi condizionare dalle questioni politiche nazionali, su cui sinceramente non possiamo fare niente.
Purtroppo però in italia se non sei con berlusconi sei comunista e quindi ci hanno sempre indicati come rossi, ed è pure un colore che non mi dispiace.

Questa è la mia analisi: con queste amministrative è finito un sogno, il sogno del rinnovamento della politica, delle città dei sindaci, dei movimenti civili.
La politica con la p minuscola è tornata prepotentemente a condizionare il voto, la gente non ha votato le persone come nelle tre volte precedenti, ma è “tornata a casa” (da noi la cdl alle politiche porta a casa il 75%)
Mi spiace, perché pensavo fosse cambiato qualcosa, che la politica dei fatti, almeno a livello locale, fosse diventata la normalità su cui giudicare un’amministrazione.
Invece è stato dato un voto ideologico, come l’analisi del voto almeno nel nostro caso, dimostra.
Di chi è la colpa di questa situazione?
Del governo Prodi?
Per come è nato, sapevo che sarebbe stata una jattura; alle ultime politiche sinceramente speravo vincesse berlusconi perché penso come Montanelli, che all’italia serva il vaccino, anzi di più serviva il richiamo.

mag 22

Il settore del mobile classico è arrivato da tempo ad un grado di maturità spinta. O si generano nuovi motivi di interesse o la degenerazione progredirà inarrestabile portandosi via giorno dopo giorno porzioni di valori, fino a lasciare la mera funzionalità e convenienza.
Ieri il cliente partiva con idee abbastanza definite; lo shopping del mobile consisteva nell’andare a trovare ciò che si vuole, al miglior prezzo.
Oggi e ancor più domani, il cliente cercherà un partner che sappia consigliarlo e aiutarlo. Il cliente “evoluto” non ama contrattare sul prezzo e vuole essere lui a scegliere tra alternative che gli risultino chiare in tutte le loro luci ed ombre.
Ecco che allora gli elementi culturali “portatori di valori e significati” diventano un importante vantaggio competitivo in quanto rappresentano il complesso di caratteristiche legate al prodotto che lo rendono diverso e migliore (unico) dai prodotti analoghi offerti dai concorrenti.

Scrive Jeremy Rifkin, economista e scrittore, esperto di questioni internazionali e presidente della foundation on Economic Trends di Washington:“la produzione culturale sarà il principale terreno di gioco per l’economia globale del ventunesimo secolo; …………la produzione culturale sale al primo livello della vita economica, mentre informazione e servizi scendono al secondo, la produzione al terzo e l’agricoltura al quarto”.
“…………… nella economia industriale, le transazioni sul mercato e lo scambio di proprietà tra venditori e compratori garantivano al cliente un elevato grado di controllo sulle proprie decisioni di consumo”………… oggi invece “ il consumatore rischia di perdere lentamente il controllo del processo, dato che alle decisioni di breve termine si sostituiscono rapporti economici di lungo periodo con intermediari di fiducia”.

Le aziende dovranno quindi pensare ad un riposizionamento dei propri modelli di business cercando di passare da un’attività in cui al centro si trova il prodotto ad una in cui al centro si trovano idee, immagine e servizi. Capacità di rielaborazione nel far evolvere i modelli culturali esistenti per passare dal Made in Italy all’Italian Style.

Ma non solo le imprese dovranno partecipare a questa sfida.
Il modello di sviluppo del distretto industriale dell’arredamento classico, soprattutto nel nostro territorio, è caratterizzato dall’assenza di imprese leader e da un innumerevole presenza di micro-imprese o singoli artigiani.
Il ruolo degli enti pubblici locali deve essere ripensato sia nelle relazioni istituzionali sia nel coordinamento di vere e proprie azioni di marketing territoriale e di co-marketing di “valori e significati” del proprio territorio.
Non dobbiamo essere tratti in inganno; questo non vuol dire chiusura nelle proprie tradizioni, ma visibilità e valorizzazione delle stesse attraverso uno scambio sociale e di identità culturale.
L’ente pubblico può e deve intervenire a fianco dei soggetti economici e culturali attraverso l’incremento, lo sviluppo e l’innovazione di “reti comunicative” e nella promozione di attività di formazione trasversale allo scopo di stimolare la crescita all’interno delle aziende dei sensori capaci di recepire e rielaborare i messaggi che arrivano dal mercato.

a proposito

mag 22

E’ da tempo che sostengo come sia necessario continuare ad amministrare al di fuori dei partiti, per il bene dei cittadini, con un contatto diretto ed una verifica puntuale di quanto fatto.
Sono stato anche “aggredito” per aver usato, nel mio sito, parole come partitocrazia e spartizione del potere da parte dei partiti.
Giorno dopo giorno però sono sempre più convinto, e credo che sia dovere di tutti i cittadini, che bisogna mantenere alta la guardia, perchè lo spirito di rinnovamento del dopo tangentopoli non venga riassorbito.
Le belle esperienze delle città, dei sindaci e dei movimenti civici della società civile che vuole continuare a contare ed eleggere le persone per quello che sono e per quanto valgono, al di sopra delle parti e per il bene di tutti non possono restare senza voce.
Spero che in tutta Italia per le prossime amministrative, i cittadini votino senza pensare né al governo Prodi, né a nessun altro, ma solo alla credibilità delle persone da cui si vogliono far rappresentare.

Il sistema crolla: La politica acconsente

La classe politica italiana come una casta, distratta dai propri privilegi e a tal punto scollata dal sentire del Paese da correre il rischio di essere “travolta”, come nel ’92, da un qualcosa di simile a Tangentopoli, tuttavia ben più difficile da governare e dalle conseguenze incerte. E’ Massimo D’Alema, in una lunga intervista al Corriere della Sera a lanciare un “allarme” direttamente dal Palazzo, che si sente “assediato” dal costante venir meno del consenso, ma non sa come uscirne. O, forse, non lo vuole affatto.
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mag 19

Oggi ho incontrato parecchia gente ed ho iniziato a distribuire il programma elettorale in questo ultimo fine settimana di campagna elettorale; e domani ci sarà la grande festa dei sostenitori di Claudio Tambalo.
Devo dire che giorno dopo giorno gli attestati di stima e i riconoscimenti per quanto di buono abbiamo fatto in questi ultimi cinque anni stanno crescendo.
In un paese che alle politiche vota per il 70% a destra (ma sarà vera destra? vedi cosa ne penso in proposito nei post precedenti) è una bella soddisfazione sentirsi dire che comunque sia la stima che gode il sindaco ed il valore dei candidati che lo sostengono è superiore all’appartenenza politica e che amministrare bene vale di più della tessera che si porta in tasca.
Tra poco più di una settimana non vorrei essere smentito dai fatti, ma i miei concittadini sembrano proprio dare l’impressione di voler continuare l’esperienza amministrativa della lista civica che dal 1994 ha dato una svolta alla nostra città.

mag 15

Mi hanno segnalato questo video che ritengo molto significativo.
Dieci minuti per parlare di tutto fuorchè dei problemi e delle opportunità per Cerea, frequenti richiami alla politica nazionale, ma nessuna proposta per amministrare il comune.
Per chi fa dell’appartenenza politica un valore, sarebbe stato interessante capire, nel concreto, che cosa il partito possa fare per migliorare la vita ai cittadini di Cerea.
L’autostrada che potrebbe passare a 500 metri dal centro di Aselogna, l’evoluzione delle politiche sulla sanità, il problema energetico e la tutela ambientale; su questi temi nessuna proposta concreta (almeno per quanto ripreso dal video), ma solo slogan che probabilmente verranno ripetuti ad ogni incontro e qualsiasi sia il candidato sindaco.
Ormai neanche i concerti hanno più la stessa scaletta, persino i cantanti cercano di contestualizzare il programma a seconda del luogo nel quale si esibiscono, ma evidentemente per chi fa della politica una professione, la standardizzazione dei messaggi in una sorta di Taylorismo della parola, rimane la soluzione con il miglior rapporto qualità prezzo.
Ho avuto modo di ascoltare altre volte Giorgia Meloni e devo dire che invidio la sua età e la sua passione, ma sinceramente mi sembra leggermente fuori tempo:
a parte la romanità, che mi riporta al centralismo delle scelte di partito, lo stile del linguaggio mi ricorda i comizi studenteschi degli anni ‘60 che qualche volta ritornano in tv.
Analizzando attentamente il ritmo, il tono di voce e il modo di porsi, non c’è che da complimentarsi. La scuola è tipicamente quella di chi sa parlare alla “ggente”.
Gente che oggi più che mai, abituata a vivere con la tv accesa, percepisce le informazioni più dalla forma che dai contenuti, in velocità perchè non c’è tempo da perdere…. oppure distrattamente perchè c’è qualcosa di meglio da fare.
Comunque sia, se è vero che tutto questo attira l’interesse di molti e soprattutto dei giovani, c’è da fare una riflessione profonda.

se avete dieci minuti….
Giorgia Meloni interviene a favore dell’elezione di Paolo Marconcini, candidato della Casa delle Libertà, a sindaco di Cerea. “RiparTiAmo Cerea!”

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