consiglio del 29-07-08 (appio 3 e ultimo)

Appio Spagnolo

… ecco che allora l’opportunità o meno di concedere un “prestito ponte” senza oneri per il comune, in attesa che l’Appio Spagnolo riceva il saldo dalla Regione, che poi è il vero punto dibattuto in consiglio comunale, diventa cosa di poco conto.

In ballo c’è il futuro dell’Appio Spagnolo e più ancora del progetto che attorno ad essa era stato messo in piedi.
Ho fatto l’assessore al bilancio per cinque anni e per lavoro vivo in mezzo alle difficoltà che le aziende private vivono tutti i giorni per competere nei mercati e quindi posso capire il valore del denaro; capisco e concordo con chi vuol difendere l’uso del denaro “pubblico” per cui ogni centesimo dei cittadini è importante, tranne quando poi non si tratti solo di etica politica di facciata.

Però qualcuno dovrà spiegare cosa si vorrà fare in futuro, perché non stiamo parlando di una semplice variazione di bilancio e neanche del destino di un’associazione dopolavoristica.
Da questo ragionamento, a mio avviso, inizia la visione sulle prospettive economiche del territorio e su quale può o deve essere il ruolo dell’ente pubblico ( su cui del resto ho avuto modo di scrivere e dibattere ampiamente in passato).

Prendiamo comunque alcuni esempi di attualità:
l’attuale maggioranza (allora all’opposizione) e molti dei suoi “portavoce” si espressero a suo tempo sul danno che avrebbe creato un parco tematico alle porte di Cerea; bene, adesso probabilmente si vedranno stritolati tra due enormi centri commerciali.
Non possono farci niente penserete voi, ma se a seguito di questi inevitabili interventi ci fosse stato fronte comune in modo che alla fine qualche centinaio di migliaia di euro di imposte fosse a vantaggio di Cerea, magari da investire in iniziative a supporto delle attività del centro storico, almeno ci sarebbe stato un minimo di risarcimento del danno.

La Mostra del Mobile d’Arte, nata in seno all’Appio Spagnolo negli anni ‘50 che probabilmente non si farà più è un altro segnale di abbandono di un pezzo di storia che invece se opportunamente valorizzata sarebbe stata un altro tassello della “rete” di cui parlavamo prima.
Certo, negli ultimi anni era diventata controproducente, però manteneva una posizione e le aziende sanno quanto sia importante mantenere le posizioni per poi poter avviare strategie di rilancio e riqualificazione.

Ma ora?
Vogliamo lasciar fare? Beh è una posizione legittima, basta che sia una scelta consapevole, perché oggi la situazione peggiore è la non scelta, è il rimanere in mezzo al guado perché non si sa come affrontare i problemi.


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