consiglio comunale del 28-11-08 (3)

proseguiamo:

punto 5) regolamento edilizio – Integrazione recante norme relative al rendimento energetico nell’edilizia.
Niente da dire in merito, se non un plauso ad un intervento a favore del risparmio energetico e quindi ad una maggiore protezione dell’ambiente.

punto 6) Comitato di gestione della biblioteca – Presa d’atto delle dimissioni di un componente e nuova designazione.
Sembrava scorrere tutto liscio quando quel birbante di un consigliere di opposizione non chiede di leggere la lettera di dimissioni.
Beh, a questo punto su il sipario e via con il teatrino:
i dimissionario che lancia il sasso e nasconde la mano, il relatore del punto che (ancora una volta la persona sbagliata nel posto sbagliato) mena il can per l’aia facendo riferimento a generici “motivi personali” e il presidente del consiglio che invece di tutelare l’organo che presiede e approfondire pubblicamente le ragioni per cui un nominato dal consiglio stesso abbia deciso di dimettersi, vorrebbe chiudere tutto e andare a prendere un te caldo da qualche parte.
Ma qual’è il tema della “commedia” ?
Nella lettera di dimissioni si fa riferimento al motivo “anche qui vige la regola del faccio quello che mi pare” (più o meno)
Due belle questioni mi pare… la regola del “faccio quello che mi pare” e poi quell’inquietante “anche qui”

Alla fine il colpo di scena: finalmente viene chiarito il motivo delle dimissioni.
il “faccio quello che mi pare” è rivolto a colui / colei che ha organizzato il premio letterario Olga Visentini senza coinvolgere il direttivo della biblioteca comunale.

Brutto presagio che le dimissioni siano arrivate in quella forma in consiglio comunale.
Posso dire che un amministrazione seria e coesa le avrebbe fatte rientrare?
Evidentemente non c’è dialogo quando le dimissioni sono irrevocabili, nemmeno con i consiglieri che lo avevano nominato.

punto 7) Affidamento servizi ambientali alla SI.VE. srl – proroga
Il punto viene ritirato. Perché?
Ecco che qui arriviamo all’atto finale di un consiglio comunale nel quale lo studente interviene per salvare il professore, persona di nuovo sbagliata nel posto sbagliato, il presidente del consiglio non sa che pesci pigliare e che termina quindi con il ritiro del punto all’ordine del giorno.
Io mi sono fatto un’idea del perché il punto sia stato ritirato dopo l’intervento di un consigliere di opposizione che riteneva opportuna una proroga della convenzione in attesa delle modifiche legislative che porteranno all’impossibilità di affidare servizi senza aver effettuato una gara d’appalto.
Questo anche se il servizio viene affidato ad un ente pubblico partecipato in modo consistente dal comune affidante. Infatti è probabile (all’italiana) che comunque sia si preserverà lo status quo. Questo è bene o male quello che pensa l’altro principale socio SI.VE. e cioè il comune di Legnago che ha prorogato l’affidamento per 15 anni, fino al 2023.
Che dire, l’amministrazione di Legnago vuole blindare la sopravvivenza della SI.VE. mentre quella di Cerea non vede l’ora di andare in gara per assegnare il servizio a qualcun altro.
Io penso che quale sia la decisione quello che conta sono il servizio e i costi.
Il servizio deve essere efficace ed i costi al minimo, questo è quello che interessa ai cittadini e fino ad ora SI.VE ha fatto egregiamente il proprio lavoro.

Dubbio: non è che il prendere tempo serva solo a verificare se il prossimo sindaco di Legnago sarà “di filiera” ? (ormai sono innamorato di questo termine).


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