ma cosa serve veramente?

 

Tra spot elettorali, corsi, ricorsi ed azioni disperate, naufraga l’ennesimo tentativo di fa partire nella zona del mobile un corso di diploma in tecnici del legno.


dall’Arena di oggi:

Doveva essere l’indirizzo per rilanciare l’istituto in sinergia con il centro di ebanisteria. Ma gli iscritti sono soltanto 5 quando ne servirebbero almeno 25
Morto in culla il nuovo corso del Giorgi
La speranza non è morta «Cercheremo di fare più pubblicità e apriremo le iscrizioni per il 2010-11»

È nato già morto il nuovo corso di tecnico del mobile che Provincia e dirigenti scolastici volevano lanciare nella sede staccata del «Giorgio» a Bovolone. Ad oggi gli iscritti sono solo cinque: troppo pochi per inaugurare il tanto atteso corso pensato per sostenere e possibilmente rilanciare il settore dell’arredo. L’autorizzazione al nuovo indirizzo, arrivata il 31 dicembre scorso, rimane valida e la ricerca di nuovi iscritti ripartirà il prossimo anno, magari con una campagna di orientamento mirata già in autunno con degli incontri di sensibilizzazione e di orientamento per genitori e alunni della terza media in tutti i paesi del distretto del mobile. Le speranze che a settembre prossimo potesse suonare la prima campanella del corso di studi presentato come una novità inedita nel panorama scolastico veronese, frutto di due anni di sforzi, sono andate per il momento deluse.
«Per una prima classe di una sede separata ci servivano almeno 25 alunni: ad oggi ne abbiamo solo cinque e bene che vada potremmo arrivare a dieci», spiega il dirigente dell’istituto Andrea Siviero. «Arrivati a questo punto è impensabile farcela. L’autorizzazione è arrivata il 31 dicembre e da allora sono state fatte iniziative per far conoscere il corso e raccogliere iscrizioni ma non è stato sufficiente. Evidentemente la nostra proposta è stata fatta quando ormai i genitori avevano già deciso. Mi auguro che il prossimo anno vada meglio: la zona del mobile ha bisogno di questo corso di studi».
Il nuovo piano formativo del corso era stato ufficializzato a metà gennaio alla presenza dall’assessore provinciale all’istruzione Maria Luisa Tezza, del dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Giovanni Pontara e del presidente della commissione istruzione Costantino Turrini. Doveva affiancare l’offerta della scuola di ebanisteria integrandola: la prima più orientata alla preparazione pratica, l’altra pronta a preparare anche teoricamente tecnici capaci pui di ricoprire ruoli diversi nell’industria dell’arredamento e del legno in genere. RO.MA.

Dopo Cerea, che tentò per due volte di inserire al ” Leonardo da Vinci” un corso per tecnici del legno, ci riprova Bovolone; con lo stesso risultato.
Anche qui si sono accorti che per far partire un corso di studi che nessuno vuole, prima di tutto serve sensibilizzazione e maggiore pubblicità. Alla buon’ora.
Se posso dare un consiglio ci aggiungerei, a testimonianza, qualche case history di successo così da far capire quanto un corso del genere possa portare ad un lavoro qualificato e ricco di prospettive.

Comunque sia mi fa sempre un certo effetto notare come nel territorio, per quanto riguarda il settore del mobile, ci siano dei corsi e ricorsi che tra i maggiori centri di Cerea e Bovolone, ma anche in altri comuni minori, presentano le seguenti caratteristiche:
- necessità di una scuola superiore di tecnici del legno
- necessità di una fiera del mobile di eccellenza, ma che punti al design
- necessità di aggregazione e collaborazione tra imprese per superare l’individualismo
- puntare sulla qualità

Gira e rigira tutto quello che si fa (tranne rare e spesso boicottate eccezioni) ruota intorno a questi punti; “na busa” direbbe un mio saggio amico.
Che sia ora di tentare di scavare da qualche altra parte?


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